Meccanismo N°13 · L'origine
I

Una domanda di tesi diventata startup

Varnavas Timotheou è cipriota, ha una laurea in Politica Internazionale a Manchester, una specializzazione in Economia Politica Internazionale al King's College London, un MBA preso dopo. Sulla carta è il profilo perfetto per scrivere paper accademici di cui non si accorgerà mai nessuno. Durante la tesi post-laurea a Londra però si fa una domanda che fuori dal mondo accademico non si fa quasi nessuno: si possono insegnare scienze politiche e relazioni internazionali attraverso un gioco da tavolo? È da quella domanda che parte tutto. Pochi anni dopo, invece di un percorso da ricercatore, fonda una casa editrice.

Il problema è che Varnavas non sa progettare giochi, e lo sa. Nell'estate del 2019 si iscrive a un concorso di game design in Grecia con un prototipo grezzo, e finisce ad assistere al talk di un game designer professionista chiamato Vangelis Bagiartakis — più di venti titoli pubblicati, MSc in Fisica, sette anni nell'industria IT prima di fare giochi a tempo pieno. Alla fine del talk lo avvicina. Vangelis più tardi raccontò così quel momento: «Era focalizzato. Aveva una vera passione, una visione. Non voleva solo fare un gioco, voleva fare qualcosa che aiutasse le persone.»

Curiosità

Hegemony, il loro primo gioco, fu lanciato su Kickstarter nel novembre 2021. Il target era quindicimila euro. Fu raggiunto in dieci minuti.

Chiusura della campagna: 600.369 euro, 10.801 sostenitori, 23 giorni. Oggi Hegemony è nella Top 50 di BoardGameGeek di tutti i tempi.

World Order è il secondo gioco. Stessi due autori, stessa casa editrice, stesso illustratore principale — il polacco Miłosz Wojtasik, laureato all'Università della Slesia, già voce visiva di Hegemony. Per coprire le 375 carte di questa edizione estesa si è aggiunto Angga Satriohadi, indonesiano, fondatore di Gong Studios a Bandung. Art director di nuovo Katerina Xerovasila, la stessa di Hegemony. Tutto disegnato a mano: la casa editrice ha dichiarato pubblicamente di non usare AI per illustrazioni e grafica, una posizione sempre meno scontata. Il Kickstarter di World Order, chiuso a novembre 2024, ha superato i due milioni di euro tra piattaforme combinate. In Italia arriva ora attraverso Ghenos Games, in versione estesa.

Atto secondo · Il meccanismo
II

Dodici carte che ti dicono chi sei

Quattro giocatori, quattro superpotenze: Stati Uniti, Cina, Russia, Unione Europea. Tutti partono con dodici carte azione. Tutti possono fare le stesse otto cose: investire, fare alleanze, spostare truppe, costruire basi, ingaggiarsi in una regione, commerciare, produrre, prendere carte crescita. Le regole sono identiche per ognuno.

Quello che cambia è la composizione del mazzo. E non cambia per bilanciamento. Cambia perché ogni mazzo è la trascrizione in carte della dottrina geopolitica reale di quella potenza nel 2010.

Il meccanismo

La Cina parte con tre carte commercio e una sola carta per costruire basi militari. Ha una produzione di petrolio bassa, ma può crescere e vendere risorse a tutti. È la dottrina della Belt and Road tradotta in cartoncino: io ti rendo dipendente economicamente, poi parliamo del resto.

Gli Stati Uniti partono con solo una carta investimento ma due carte per costruire basi militari, e con trenta monete iniziali — il doppio della Russia. Già hanno cubi di influenza piazzati sulla mappa prima che il gioco cominci. Sono l'egemone. Il problema è restarlo.

La Russia ha quindici monete e basta. Ha però petrolio in abbondanza e una zona di interesse — il vicino estero post-sovietico — dove può proiettare armate senza chiedere il permesso. Gioca di sponda, vende energia, minaccia.

L'Unione Europea ha due carte "engage" e tre carte per migliorare relazioni: più azioni diplomatiche di chiunque altro. Parte con un alleato in più. Non ha truppe da invadere, ma ha la NATO — una singola regola del manuale che dice che USA e UE non si fanno mai minaccia militare reciproca. Mai. Quella regola è il soft power codificato.

A fine di ogni round riveli le carte che non hai giocato. Ti danno risorse e punti ricerca, che spendi al mercato per comprare carte nuove. Le carte che compri vanno in cima al mazzo. Le pesco subito al turno dopo. È un loop strettissimo: sei round in tutto, non c'è tempo per ricostruire una strategia da zero. Devi decidere a ogni round se la carta del mercato ti serve nel mazzo per i prossimi due turni o ti serve nella mano del turno dopo. Sono due tipi diversi di pazienza, e non puoi averli entrambi.

«Ci siamo accorti che il gioco ci aveva spinto su un sentiero che ci suonava familiare. Sembrava di rivedere notiziari di qualche anno fa. E non ce ne eravamo nemmeno accorti.»

Il fondamento accademico dichiarato è il Realismo politico di Hans Morgenthau e Kenneth Waltz — la teoria secondo cui gli stati operano in un sistema anarchico senza autorità superiore e agiscono solo per massimizzare potere e sicurezza. Ognuna delle quattro potenze ha avuto un consulente accademico con PhD dedicato al suo design: cinque ricercatori in totale, da Oxford, King's College, Cornell, SOAS, William & Mary. World Order non è geopolitica per modo di dire. È geopolitica revisionata da chi la insegna all'università.

Atto terzo · World Order vs Hegemony
III

La domanda che si fanno tutti

Chi conosce Hegemony arriva qui con una domanda sola: vale la pena? È meglio? È diverso? Le recensioni internazionali sono spaccate in due fazioni che non si parlano, e questa è la cosa più interessante. Provo a riassumerle senza prendere parti.

Confronto

Lo stesso DNA, due animali diversi

Hegemony simula il conflitto dentro una nazione — quattro classi sociali nello stesso paese, regole completamente diverse per ognuna, da imparare quattro volte. World Order simula il conflitto tra nazioni — quattro potenze che giocano con le stesse regole, ma con mazzi che incarnano dottrine diverse. Il primo è un gioco di empatia forzata. Il secondo è un gioco di logiche pure.

Il framework teorico è opposto. Hegemony nasce da Gramsci e Marx: egemonia culturale, contraddizioni interne, lotta di classe. World Order nasce da Morgenthau e Waltz: anarchia internazionale, interesse nazionale, equilibrio del potere. Letteralmente: il primo gioco prende sul serio la critica al sistema, il secondo prende sul serio la sua incrollabile logica.

Il roleplay non si trasferisce. Tutti quelli che hanno provato entrambi dicono la stessa cosa: a Hegemony i giocatori cominciano spontaneamente a parlare in prima persona — «noi della classe operaia», «come capitalista non posso accettare». A World Order questo non succede. Sei uno Stato, non sei una persona dentro uno Stato. La distanza è più fredda, più analitica. Per qualcuno è la perdita più grande. Per altri è esattamente quello che serviva: un sistema simulato in cui giocare la Russia non significa interpretare Putin.

Le regole sono più semplici in World Order, ma le partite sono più lunghe. Hegemony si insegna quattro volte ma si gioca in 90-180 minuti. World Order si insegna una volta sola, ma con quattro giocatori esperti scende difficilmente sotto le tre ore — e con principianti supera le quattro. La fase di ricerca a fine round, quando tutti vanno al mercato a comprare carte, può portare via un'ora intera in una partita a quattro.

Una recensione su Talking Shelf Space, dopo trenta minuti di gioco: «Grazie al cielo c'è la NATO, altrimenti sarei nella merda fino al collo.» È il momento in cui ti rendi conto che una singola regola sociale del gioco — USA e UE non si attaccano mai — è la cosa che ti tiene in vita. E che fuori dal tavolo, fuori dal gioco, è esattamente quello che è successo per ottant'anni.

Hegemony era un'esperienza emotiva travestita da gioco economico. World Order è un sistema freddo che ti fa capire perché certe cose, fuori dal tavolo, non finiscono mai. Dopo averli provati entrambi, non è chiaro quale dei due dica la verità più scomoda.

Meccanismo · Frogames

World Order — Corsa all'Egemonia Globale, Versione Estesa, edizione italiana Ghenos Games.

In arrivo nei prossimi giorni nello Stagno.

Vai al gioco →
World Order Bagiartakis Timotheou Hegemonic Project Ghenos Games Deck Building Meccanismo Frogames

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