Dani Garcia mette sempre qualcosa di reale, di suo, dentro i giochi che disegna. In Barcelona aveva ricostruito il suo quartiere — la sua casa era dentro la mappa, poi tagliata perché il tabellone era troppo grande.
È uno dei nomi più caldi dell'eurogame europeo, e c'è arrivato in fretta: Arborea e Barcelona nel 2023, e da lì una corsa che non si è più fermata. Ma la sua firma non è la complessità. È che il tema, nei suoi giochi, non è mai vernice.
Diables nasce da lì. La festa dei diavoli — el Ball de Diables — è catalana, è sua: ce l'aveva sotto casa. Per costruire il gioco, lui e Salt & Pepper Games — un editore di due persone — hanno consultato una colla vera (il gruppo che porta i diavoli in strada), i Carranquers de Cervera. Le illustrazioni sono di Amelia Sales; grafica e parte dei disegni di Iván Iserte, di Dossom Studio.
C'è una cosa che va detta, e la dico con le sue parole. A gennaio 2025, dopo un lungo percorso, Dani ha annunciato di avere la SLA. Ha scritto che voleva concentrarsi su ciò che lo appaga di più: creare giochi e stare con la sua famiglia. Diables è uno di quei giochi.
C'è una meccanica, in Diables, che sembra un anacronismo e invece è la cosa più onesta del gioco. Mentre corri per strada con i tuoi diavoli e accendi i petardi, la folla fa quello che farebbe oggi chiunque: tira fuori il telefono. Ti fotografa, ti filma. E il gioco tiene il conto.
Su un lato del tabellone c'è un muro di social. Ogni volta che uno dei tuoi diavoli passa davanti alle persone giuste, puoi finire in un post — una foto, un video — e piazzarci sopra il tuo segnalino macchina fotografica. Poi arrivano i like. Alla fine, la tua fama sui social non dipende da quanto sei stato bravo con il fuoco: dipende da quanti like ci sono sui post dove sei apparso, moltiplicati per quanto è cresciuta la tua colla.
Un rito di diavoli medievale che, nel gioco, si vince anche sui social. Mentre i tuoi performer corrono con il fuoco, la folla li riprende: tu piazzi i segnalini macchina fotografica sui post giusti, raccogli like e li converti in fama. Vince il muro chi appare nei post più amati — e ha la colla più numerosa. Correre bene non basta: bisogna correre bene sotto gli occhi giusti.
Il punto è cosa fa tutto questo a chi gioca. La performance e la registrazione della performance diventano lo stesso gesto. Non basta correre bene: bisogna correre bene dove qualcuno ti sta inquadrando. È l'ansia — e il calcolo — di chiunque, oggi, faccia qualcosa di bello sapendo che finirà ripreso.
È una scelta di design che dice molto. Dani Garcia ha preso una tradizione di sette secoli e l'ha guardata con gli occhi di adesso, senza tradirla. Il che porta a una domanda più grande: perché questa festa esiste ancora?
C'è un dato storico che spiega perché Diables non è un gioco d'ambientazione, ma di memoria. La festa dei diavoli, in Catalogna, è documentata da quasi novecento anni. Nasce come teatro medievale — la lotta tra angeli e demoni nelle processioni del Corpus. Poi, sotto Franco, viene proibita: come la lingua catalana, come tutto ciò che sapeva di identità catalana.
Torna con la democrazia. Il correfoc moderno — la corsa dentro il fuoco — nasce alla fine degli anni Settanta, quando il pubblico smette di guardare e comincia a entrarci. Oggi in Catalogna ci sono oltre 250 colle: associazioni di quartiere, senza scopo di lucro, aperte a chiunque, in cui si resta per decenni.
E c'è una cosa che i turisti non si aspettano. Davanti a un correfoc, il consiglio è controintuitivo: il posto più sicuro è accanto ai diavoli. L'idea è tutta lì. Non ci si difende dal caos e dal fuoco — ci si balla dentro, per addomesticarlo, farlo proprio, riderci sopra. Insieme.
| Cultura |
Una festa proibita, poi ripresa
Vietata durante il franchismo insieme alla lingua catalana, la festa dei diavoli è tornata con la democrazia come atto di identità: riprendersi le strade, e il fuoco. Chi trova affascinante Diables sta rispondendo, forse senza saperlo, a un popolo che al pericolo non volta le spalle — gli corre incontro, in gruppo, con un tamburo dietro. Fonte: Ball de Diables / correfoc, tradizione catalana documentata dal 1150, proibita sotto il franchismo; il correfoc moderno nasce nel 1977–78 (Ajuntament de Barcelona; Turisme de Catalunya). |
Diables prova a passarti tutto questo. Non a caso l'autore scrive di sperare che, giocando, imparerai ad amare questa tradizione «quanto la amano loro» — e per costruirla ha consultato una colla vera. È per questo che il gioco è più forte del suo tema.
C'è chi, davanti al fuoco, fa un passo indietro. E c'è chi, insieme agli altri, si mette un tamburo dietro e gli corre incontro. Diables è un gioco sui secondi.
Certi giochi li importiamo perché funzionano. Diables lo importiamo perché ha qualcosa da dire.
Diables — Dani Garcia, Salt & Pepper Games. In arrivo su Frogames.



https://frogames.it
Share:
Duel of Meloch: cosa cambia se hai già Scythe o Expeditions