Gennaio 2026. Per la prima volta in quattordici anni, gli otto dipendenti di Stonemaier Games si trovano tutti nella stessa stanza, a un ritiro aziendale a Phoenix. Jamey Stegmaier presenta con orgoglio il prototipo quasi definitivo di un gioco a cui ha lavorato un anno intero insieme a Elizabeth Hargrave. E i suoi colleghi lo fanno a pezzi.
Non il gioco — quello, dicono, andava bene. A pezzi va il prodotto: la scatola, il regolamento, la prima mezz'ora di chi non ha mai giocato. L'onboarding. E la posta era enorme: una prima tiratura inglese di 175.000 copie, la più grande di sempre per Stonemaier, per un gioco pensato apposta per far entrare gente nuova nel mondo di Wingspan. Se la porta si inceppa al primo tentativo, quei numeri mancano il bersaglio. Il gioco poteva anche essere perfetto: era il prodotto a doversi aprire da solo in mano a un estraneo — ed è il punto cieco di chi ci lavora sopra un anno. Jamey non lo vedeva più. I colleghi sì.
Così, in tre giorni di discussioni e partite, cambiarono ciò che serviva. La scatola, di forma goffa, venne ripensata: Jamey andò da Barnes & Noble a studiare come stavano sullo scaffale i giochi piccoli, finché non arrivò a una scatola grande quanto una mano. La prima pagina del regolamento e la carta di riferimento furono riscritte per chi apre la scatola senza sapere da dove iniziare. E soprattutto: le due cose che ai nuovi facevano più paura — scegliere le proprie carte a inizio partita e gli obiettivi da punteggio — uscirono dal gioco base e finirono tra le regole avanzate. Un giro di turni in più, che gonfiava la partita fino a quarantacinque minuti, sparì del tutto: Hargrave approvò.
Ogni uccello di Wingspan è disegnato a mano, a matita colorata, da due amiche colombiane: Natalia Rojas, autodidatta, e Ana María Martínez Jaramillo, illustratrice scientifica e docente all'Università di Antioquia. Furono scoperte per caso, mentre vendevano online stampe naturalistiche.
Nel giugno 2026 Stonemaier ha ribadito che non usa, non ha usato e non userà l'AI per il lavoro creativo. In Pocket, che non ha plance, quelle due matite sono tutto ciò che vedi sul tavolo.
Perché tanto accanimento su una porta d'ingresso? Perché Wingspan è nato proprio come una porta. Hargrave non veniva dai giochi: analista di politiche sanitarie, l'aveva disegnato per la gente che ai tavoli si sentiva fuori posto. Poi il successo l'ha caricato — espansioni, edizioni, un regolamento che a qualcuno intimidiva; nel 2022 un video dell'attore Mandy Patinkin che ci litiga fece il giro della rete, e Hargrave con ironia lo dedicò a chi invece trovava Wingspan troppo semplice. Pocket è lei che torna al nucleo essenziale da cui era partita. E che quel nucleo si aprisse in mano a chiunque, a Phoenix, non era un dettaglio: era tutto.
In Wingspan originale il cibo erano gettoni, e per procurarselo si tiravano dei dadi dentro una piccola torre. In Pocket tutto questo sparisce dentro un'unica idea: ogni carta ha due facce. Da un lato un uccello. Dall'altro il cibo che serve per pagarlo.
È una trovata che fonde in un unico mazzo ciò che nell'originale erano cose separate: le carte uccello, i gettoni-cibo e i dadi da cui il cibo si pescava. Ma non è solo economia di componenti. È quello che ti costringe a fare. Perché nella modalità completa sei tu a decidere, guardando entrambi i lati, quali delle tue carte diventano cibo e quali restano uccelli. E allora la carta che giri sul lato-cibo non è una risorsa neutra: è un uccello che stai scegliendo di non giocare. Ogni pasto è una rinuncia.
Ogni turno fai una sola azione dal nido — giochi un uccello, peschi due carte o deponi fino a tre uova — poi percorri la tua fila di uccelli da sinistra a destra, attivando un potere dopo l'altro. La fila cresce fino a sei uccelli: più combo incateni, più rende.
La vera novità della famiglia Wingspan sono i poteri «continui» verdi: una volta in gioco non aspettano il tuo turno, funzionano sempre, in sottofondo. È il motore di Wingspan ridotto all'osso — ma ancora un motore.
«È diventato più pesante durante lo sviluppo, ma ha tenuto al centro quella sensazione essenziale delle azioni base.»
Elizabeth Hargrave, su come nacque Wingspan
Guardi un'illustrazione bellissima, disegnata a mano, e devi decidere se schierarla o spenderla per potertene permettere un'altra. Non c'è gettone neutro a fare da cuscinetto: la moneta del gioco sono gli uccelli stessi. Ecco perché Pocket non è Wingspan passato alla fotocopiatrice: è Hargrave che torna a quel nucleo essenziale da cui era partita, e lo mette in mano a chiunque in mezz'ora.
È la domanda che fa quasi chiunque entri con Wingspan già sullo scaffale: cosa cambia, cosa aggiunge, ha senso se ho l'originale con tutte le espansioni? La risposta onesta non passa dalla scatola più piccola, ma da due cose che è giusto dire chiare.
La prima: cosa cambia sul tavolo. I tre habitat dell'originale — foresta, prateria, stagno — diventano un'unica fila di uccelli; i gettoni-cibo e i dadi spariscono dentro le carte a doppia faccia; il testo dei poteri lascia il posto alle icone; e arriva una cosa nuova per tutta la famiglia, i poteri continui verdi. Si insegna in cinque minuti, si gioca in trenta, e il solitario è già nelle regole base. La seconda, più scomoda: le carte di Pocket non si mescolano con quelle di Wingspan. Non è contenuto in più per il gioco che ami. È un altro gioco.
| Confronto |
Vale la pena, se hai già tutto? Se cerchi più Wingspan — più uccelli, più profondità — Pocket non è la risposta: le carte non sono compatibili, e per il contenuto ci sono le espansioni, o Wyrmspan e Finspan. Quello che Pocket porta è diverso: una versione che si apre in cinque minuti, entra in borsa, si gioca da soli, e tiene al tavolo chi sull'originale si era arreso. Non «meglio» o «peggio»: un'altra porta d'ingresso allo stesso mondo. Space-Biff! (Dan Thurot), luglio 2026: l'analogo più vicino è «un singolo round di Wingspan». |
E qui va detto tutto, perché il lettore esperto lo sente lontano un miglio se gli si nasconde qualcosa. Sei uccelli, e la partita finisce in fretta; chi cerca il motore che cresce dell'originale, qui non lo trova. È una sottrazione voluta, non un difetto: eleganza o perdita, a seconda di cosa cercavi.
Perché è questo il punto. Wingspan ha conquistato milioni di persone. Pocket è pensato per quelle che si erano fermate sulla soglia.
Wingspan Pocket lo trovi qui.
In pre-ordine nello Stagno · arrivo previsto seconda metà di ottobre 2026



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