Una sera del 1913, a casa di H. G. Wells — sì, quello de La guerra dei mondi — l'amico Jerome K. Jerome, lo scrittore di Tre uomini in barca, prese un cannoncino giocattolo e si mise a sparare ai soldatini di piombo allineati sul pavimento. Wells si unì alla battaglia. Quando smisero, avevano capito una cosa: con qualche regola scritta, lì in mezzo c'era un gioco vero.
Quel gioco diventò Little Wars, il primo manuale di wargame con miniature pensato per il grande pubblico. Si giocava per terra, con eserciti di piombo e un campo di battaglia costruito con quello che capitava sottomano — di solito pile di libri o altri giocattoli. Centododici anni dopo, IELLO ha rimesso quell'idea in una scatola da 21 centimetri. Soldà Tiny — Little Soldiers nell'originale — è firmato da Adrien Fenouillet e Florent Baudry. Ma il nome che salta all'occhio in copertina è quello dell'illustratore: Paul Mafayon, l'uomo dietro l'estetica di King of Tokyo Dark Edition e di mezzo catalogo IELLO. Sono i suoi soldatini cartoon, verdi contro gialli, a dare al gioco la faccia che ha.
Dieci figurine, settantaquattro carte, sette dadi, tre lacci e un cucchiaio-catapulta di legno. E nessun tabellone: il terreno lo porti tu.
La scelta di partenza è la più radicale: costruire un wargame e togliergli il tabellone. Niente mappa, niente terreno stampato. Il campo di battaglia è la tua tavola, così com'è.
Apparecchi per giocare e ti accorgi che stai già giocando. Prima ancora di muovere un soldato devi guardarti intorno e decidere cosa diventa cosa. La tazza del caffè è una torre di guardia. La scatola di un altro gioco è una collina. Il barattolo della marmellata, rimasto fuori dalla colazione, è un muro invalicabile. La regola è una sola: tutto ciò che è più alto di un soldatino fa da ostacolo.
È qui che Soldà Tiny fa una cosa che i wargame normali non fanno. Non ti consegna un mondo già disegnato: ti chiede di vedere il tuo. La cucina disordinata smette di essere disordine e diventa topografia. Per un attimo guardi il tavolo della colazione con gli occhi di un generale — o di un bambino, che poi è la stessa cosa.
Non c'è un tabellone da preparare. Prima di ogni partita guardi quello che hai davanti — piatti, bicchieri, scatole, libri — e lo trasformi in terreno: bunker, ripari, punti d'osservazione.
Il campo cambia a ogni partita perché cambia la tua tavola. Il setup non è il passaggio prima del gioco. È già il gioco.
Il resto è disarmante nella sua semplicità. Il movimento non si fa a occhio: si misura con dei lacci, tendendo un cordino dalla base del soldatino e aggirando gli ostacoli, senza scorciatoie attraverso gli oggetti. Si spara con i dadi e la linea di vista. E quando serve un colpo grosso entra in scena il pezzo più amato della scatola: un cucchiaio di legno su perno che scaglia i gettoni-granata con un'imprecisione tutta sua — e che in parecchie case ha già preso un soprannome.
«Petits Soldats? Worms che incontra Toy Story.»
— Ludiquement.fr
Torniamo a quella sera del 1913, perché è lì che Little Soldiers — il nome internazionale di Soldà Tiny — rivela cosa è davvero. Nella fotografia più famosa, Wells gioca per terra con in mano uno spago, tagliato alla lunghezza esatta di cui i suoi soldati possono muoversi. Oggi, quello stesso movimento si misura con dei lacci. L'artiglieria di Wells era un cannoncino che sparava cilindretti di legno per abbattere i soldati: qui è un cucchiaio di legno. Il campo di battaglia, per Wells, erano pile di libri e altri giocattoli; qui è la tua tavola.
Tre attrezzi, un secolo esatto di distanza, quasi identici. Perfino i nomi si rispondono: da Little Wars a Little Soldiers. In mezzo c'è stato di tutto: Crossbows & Catapults negli anni Ottanta, su cui un'intera generazione si è consumata le ginocchia, e poi wargame sempre più grandi, manuali da centinaia di pagine, tabelloni esagonali, tabelle di tiro. Il mestiere ha passato un secolo ad aggiungere strati.
| Cultura |
L'istinto che precede le regole Quando Wells scrisse Little Wars, non stava inventando una simulazione militare. Stava mettendo per iscritto un gioco che i bambini facevano già da sempre: prendere quello che c'è in casa e farci la guerra. Ogni gioco di figurine nato dopo è una variazione su quel gesto. Little Soldiers salta tutte le variazioni e torna al gesto: l'immaginazione, qualche soldatino, e quello che hai sul tavolo. H. G. Wells, Little Wars, 1913 — primo manuale di wargame con miniature per il grande pubblico |
Little Soldiers toglie quegli strati tutti insieme e ti riporta esattamente al punto di partenza — non per pigrizia, ma perché è lì che il gioco era più libero. È leggero, immediato, pensato per ridere mentre una granata di cartone vola verso il bicchiere sbagliato. E fa una cosa che i giochi più profondi a volte dimenticano: ti ricorda da dove viene tutto questo.
Little Soldiers non ha inventato niente. Ha solo ricordato che il primo campo di battaglia, per quasi tutti noi, è stato il pavimento di casa.
Una rubrica che racconta le storie dietro i giochi. Questa era la sedicesima.
Soldà Tiny è disponibile su Frogames.



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Cosa aggiungi a un gioco che sembrava già completo?
Quando l'incubo torna più grande, la vecchia scatola conta ancora?