
Almighty
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🐸 Una rana saggia sa quando dividere l’ordine… e quando aspettare il salto giusto.
Si abbina bene con
La scheda FroGames
I mortali cantano, costruiscono templi, poi uno di loro muore fulminato. Qualcuno ride, qualcuno impreca, qualcuno benedice il raccolto per recuperare punti. Alla fine nessuno ricorda chi ha vinto, ma tutti ricordano il diluvio.
DI COSA SI TRATTA
Divinità egoiste, mortali condivisi e Festival che decidono tutto
Progettato da Kevin Privalle e Malachi Ray Rempen, Almighty è un gioco di maggioranza d'area travestito da commedia mitologica. Sei il Sole, la Morte, l'Amore o le Tempeste, e competi per la devozione dei mortali in quattro terre sacre. Ogni dio ha il proprio mazzo di carte Atto, completamente diverso dagli altri, e un puzzle asimmetrico da risolvere. Malachi Ray Rempen ha anche curato le illustrazioni, con uno stile ironico che sottolinea l'assurdità del pantheon.
Al tuo turno giochi carte Atto su una delle terre: crei mortali, li sposti, li attivi per raccogliere Fede, li benedici o li maledici per cambiarne il valore. Alla fine del round ogni terra celebra un Festival e assegna Gloria al dio con più Fede. Ma solo i mortali degni contano: quelli indegni sottraggono Gloria. Devi quindi spostare o abbattere i mortali sbagliati, benedire quelli giusti, e ostacolare gli avversari nelle terre dove sono in vantaggio. I mortali non appartengono a nessuno: sono una risorsa comune che manipoli meglio di tutti.
Cosa dicono all'estero
"Outrageous sacrilege!"
— Keen Bean Studio
Ogni partita scrive una cronaca ridicola: mortali benedetti che diventano eroi, altri fulminati per dispetto, terre deserte e altre sovraffollate. Il gameplay è solido, ma è la narrazione emergente che resta.
— FroGames
Almighty
Il gioco include regole ufficiali per il solitario, ma non usa un automa complesso: affronti obiettivi di scenario con vincoli di punteggio. L'esperienza è valida per esplorare i mazzi asimmetrici dei vari dei, ma perde completamente l'interazione indiretta e il caos narrativo che emergono dal multiplayer.
Il tuo arsenale divino
Quattro elementi che definiscono il gioco
Carte Atto
Il tuo mazzo personale, completamente diverso da quello degli altri dei. Ogni carta ti permette di creare mortali, spostarli, attivarli o modificarli. Il cuore del puzzle asimmetrico.
Mortali
Pedine condivise, non di proprietà. Hanno un valore positivo (degni) o negativo (indegni). Li manipoli per generare Fede nelle terre dove vuoi vincere, e per sabotare quelle degli avversari.
Quattro terre
Le aree dove si svolge la competizione. Ogni terra celebra un Festival a fine round: chi ha più Fede guadagna Gloria, ma solo dai mortali degni. Le terre indegne penalizzano.
Benedizioni e Maledizioni
Cambi il valore dei mortali: benedici per renderli degni, maledici per rovinarli agli avversari. Alcune carte permettono combo potenti se combinate col timing giusto.
Bustine consigliate 178 carte in 2 dimensioni ▼
Se giochi spesso, consigliamo di proteggere le carte con bustine trasparenti per farle durare a lungo.
| Dimensione | Quantità |
|---|---|
| 63 × 88 mm | 128 |
| 44 × 63 mm | 50 |
| Totale carte | 178 |
Come si gioca
Video dimostrativo di gameplay.
🎲Come si giocaLe regole in quattro mosse▼
Come si gioca
Il flusso di ogni round
Tre round identici nella struttura, ma ogni turno cambia tutto perché le carte Atto sono diverse per ogni dio.
Scegli una carta dalla mano e giocala su una delle quattro terre. La carta ti permette di creare mortali, spostarli, attivarli, benedirli o maledirli. Ogni azione genera Fede o cambia il valore dei mortali.
Esegui l'azione della carta: crei nuovi mortali pescandoli dal mazzo comune, sposti quelli già presenti, li attivi per ottenere Fede, oppure li benedici/maledici per cambiarne il valore. I mortali indegni (valore negativo) penalizzano al Festival.
Passi il turno al prossimo giocatore. Quando tutti hanno giocato tutte le carte (o passato), il round finisce e si celebrano i Festival nelle quattro terre.
Ogni terra celebra: chi ha più Fede riceve Gloria pari ai mortali degni presenti, meno i mortali indegni. Poi si riparte con un nuovo round. Dopo tre round si sommano Gloria e bonus: chi ha più punti è l'Onnipotente.
⏱️La tua prima partitaLa cronaca, momento per momento▼
Una partita in cinque momenti
Cosa succede al tavolo
Non le regole. L'esperienza.
Ognuno studia il proprio dio
Ricevi il tuo mazzo Atto e capisci subito che sei diverso dagli altri. Il dio delle Tempeste sposta mortali e scatena caos, quello della Morte li sacrifica per guadagno, il Sole li crea in massa, l'Amore li benedice. Serve qualche minuto per capire la propria strategia.
I primi mortali compaiono
Qualcuno gioca una carta e crea i primi abitanti. Altri li spostano subito, altri ancora li attivano per generare Fede. Le terre si popolano in modo diseguale: una sovraffollata, un'altra deserta. Qualcuno già benedice un mortale per renderlo degno prima del Festival.
Il primo Festival rivela tutto
Fine del primo round: ogni terra celebra. Chi ha più Fede guadagna Gloria, ma solo dai mortali degni. Scopri che quel mortale che avevi benedetto valeva triplo, mentre quello indegno nella terra dell'avversario gli ha sottratto punti. Tutti ricalcolano la strategia.
Il caos asimmetrico esplode
Round due e tre: ognuno ha capito il proprio motore e inizia a fare combo. Il dio delle Tempeste sposta mortali per rovinare i piani altrui, quello della Morte ne sacrifica a raffica per attivare effetti, l'Amore benedice in massa. Ogni turno cambia la mappa e i rapporti di forza. Nessuno ha il controllo totale.
L'ultimo Festival e il vincitore
Terzo e ultimo round. L'ultimo Festival assegna Gloria finale e bonus di fine partita. Qualcuno ha puntato tutto su una terra e vince di poco, qualcun altro ha disperso la Fede e perde. Si contano i punti e si ride delle storie assurde emerse: il mortale fulminato, la terra benedetta tre volte, il diluvio finale.
🐸Da sapere primaTre cose oneste, da amici▼
Da sapere prima
Tre cose da sapere
Ogni dio è un gioco a sé
L'asimmetria non è cosmetica: il Sole crea mortali in massa, la Morte li sacrifica, le Tempeste li spostano, l'Amore li benedice. La prima partita serve per capire il proprio puzzle, e ogni dio ha una curva d'apprendimento diversa. Non aspettarti di padroneggiarlo subito.
Scala meglio in 3-4 che in 2
Con due giocatori il gioco funziona, ma perde il caos e l'interazione indiretta che emergono dal multiplayer. In tre o quattro le terre si popolano in modo imprevedibile e le mosse altrui ti costringono a ripensare il piano. Il sweet spot è 3-4 giocatori.
Ogni partita vede solo metà dei mortali
Il mazzo mortali è ampio e ne usi solo una parte per partita. Questo aumenta la rigiocabilità ma significa che alcune combo o sinergie col tuo dio potrebbero non comparire. Devi adattarti a ciò che esce, non costruire un piano fisso.
🏆Vittoria e sconfittaCosa premia il finale▼
Come finisce
Come si vince e come si perde
Dopo tre round si contano Gloria guadagnata ai Festival e bonus di fine partita. Chi ha più punti totali è l'Onnipotente.
Vittoria
- Accumuli più Gloria degli avversari dominando le terre con mortali degni ai Festival
- Completi gli obiettivi del tuo dio (bonus di fine partita asimmetrici)
- Riesci a benedire mortali chiave e a maledire quelli degli avversari al momento giusto
Sconfitta
- Finisci con troppi mortali indegni nelle terre dove avevi Fede, perdendo Gloria invece di guadagnarla
- Gli avversari manipolano i mortali meglio di te, vincendo i Festival chiave
- Non riesci a sfruttare le sinergie del tuo mazzo asimmetrico e accumuli meno Gloria
Almighty non è un gioco di conquista: è un teatro divino dove manipoli mortali condivisi e scrivi cronache assurde a ogni partita.
💬Domande frequentiRisposte rapide prima del carrello▼
Domande frequenti
FAQ su Almighty
Che meccaniche usa Almighty?
Area majority/influence (domini terre con Fede), hand management (gestisci un mazzo asimmetrico di carte Atto), variable player powers (ogni dio ha meccaniche uniche), end game bonuses (obiettivi asimmetrici). È area control travestita da gioco narrativo.
Si gioca bene in 2 giocatori?
Funziona, ma perde dinamismo. Con 2 giocatori le terre si popolano meno, l'interazione indiretta è ridotta e il caos narrativo che emerge dal multiplayer si appiattisce. Il gioco è pensato per 3-4, dove le mosse altrui ti obbligano a ripensare i piani continuamente.
Quanto dura davvero una partita?
60-90 minuti dipende dal numero di giocatori e dalla familiarità. La prima partita può sfiorare i 90 minuti perché devi capire il tuo dio e le interazioni. Dalle partite successive, con 3 giocatori esperti, si sta sui 60-70 minuti.
Quanto è difficile da imparare?
Le regole base sono semplici (giochi carte, manipoli mortali, vinci Festival), ma ogni dio introduce eccezioni e combo che richiedono una partita per essere padroneggiate. La curva è media: regole in 15 minuti, prima partita più lunga per esplorare l'asimmetria.
Si gioca in solitario?
Sì, include regole ufficiali per il solo con obiettivi di scenario. L'esperienza è valida per esplorare i quattro dei, ma manca completamente l'interazione indiretta e il caos narrativo che rendono Almighty speciale in multiplayer. Rating solo: 3/5.
È cooperativo o competitivo?
Competitivo puro. Ogni dio compete per Gloria, e i mortali sono risorsa condivisa che manipoli a tuo favore e a danno altrui. Non c'è cooperazione, ma l'interazione è indiretta (cambi la mappa per tutti) più che conflittuale.
Da che età si può giocare?
10+ secondo l'editore, ed è realistico. Le regole base sono accessibili, ma l'asimmetria e la gestione mano richiedono pensiero astratto. Un ragazzo di 10 anni motivato può giocarlo, ma l'età media ideale è 12+ per apprezzare le combo e la pianificazione.
Quanta rigiocabilità ha?
Altissima. Quattro dei asimmetrici con mazzi completamente diversi, mazzo mortali che cambia ogni partita (ne vedi solo metà), combinazioni infinite di carte Atto. Ogni partita scrive una storia diversa e richiede strategie adattive. Non si ripete mai.
Quanto spazio serve sul tavolo?
Medio. Quattro terre (aree comuni), spazio per i mazzi personali di ogni giocatore, plancia Gloria e tracciati Fede. Un tavolo da 90x90 cm basta per 2-3 giocatori, serve qualcosa di più grande (120x90) per il 4 giocatori con tutto espanso.
Che bustine servono?
128 carte 63x88 mm (standard poker, tipo Gamegenic Prime o Mayday) e 50 carte 44x63 mm (mini, tipo Gamegenic Mini European). Se vuoi imbustare tutto, calcola circa 150-180 bustine standard e 50-60 mini.
C'è tanto testo sulle carte o si gioca anche senza sapere l'inglese?
Le carte Atto hanno testo meccanico e ogni dio ha regole asimmetriche scritte. Serve conoscenza base dell'inglese per giocare autonomamente, oppure un aiuto cartaceo (reference tradotta). Non è language-independent: il testo è necessario per le azioni.
È disponibile in italiano?
No, questa è l'edizione in lingua inglese. Al momento non esistono edizioni localizzate ufficiali in italiano. Le carte, il regolamento e i riferimenti sono tutti in inglese.
Le persone dietro al gioco
Chi l'ha inventato, chi l'ha disegnato, chi lo pubblica — e cos'altro hanno fatto.
Almighty è un gioco da tavolo competitivo per 1-4 giocatori, età 10+, durata 60-90 minuti, progettato da Kevin Privalle e Malachi Ray Rempen, pubblicato da Keen Bean Studio. Usa meccaniche di area majority/influence, hand management asimmetrico e variable player powers: ogni dio (Sole, Morte, Amore, Tempeste) ha un mazzo unico e un puzzle strategico diverso. I mortali sono risorsa condivisa che manipoli per generare Fede e vincere i Festival nelle quattro terre sacre. Rigiocabilità altissima grazie all'asimmetria marcata e al mazzo mortali variabile. Disponibile su FroGames.it.

Almighty
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