Daumilas Ardickas era poco più che adolescente quando è salito sul podio delle Olimpiadi Internazionali di Informatica: argento nel 2005, bronzo l'anno dopo. Poi un dottorato in matematica all'Università di Vilnius. Non è il curriculum che ti aspetti dietro un gioco di animali parlanti.
Il suo co-autore, Urtis Šulinskas, viene dalla parte opposta del cervello. Lituano anche lui, ha passato anni a fare l'animatore nei campi estivi per bambini, e nel 2020 ha vinto il Kinderspiel des Jahres — il premio più importante al mondo per i giochi di famiglia — con Speedy Roll, un gioco in cui fai rotolare un riccio di plastica. Caldo, immediato, alla portata di chiunque.
A Carnivore Did It! è il punto esatto in cui questi due cervelli si incontrano, e non poteva esistere senza nessuno dei due. Serve l'istinto di Urtis — animali antropomorfi disegnati dall'italiana Cecilia "Lonnie" Petrucci, che in carriera ha lavorato sui film d'animazione Klaus e Space Jam, dieci minuti a partita, ci si siede anche un bambino. E serve il motore di Daumilas: generare duemila enigmi di logica e garantire che ognuno abbia una sola soluzione. Pubblica la milanese Horrible Guild.
Sette carte sospettato. Cinquanta carte affermazione. Da questi due mazzetti escono duemila casi diversi, ognuno con un solo colpevole possibile. Le carte non cambiano mai: cambia soltanto come le abbini.
Lo importo in edizione inglese, perché sulle carte il testo è minimo e ripetitivo — "lo squalo dice il vero", "un carnivoro è il colpevole" — e con due parole di glossario ci gioca chiunque. Ma la cosa che mi ha fatto venire voglia di raccontarlo non è scritta sul retro della scatola.
Apri la scatola aspettandoti duemila carte-caso. Non ci sono. Il trucco è che un caso non è un oggetto stampato da nessuna parte: è una ricetta di abbinamento.
Ogni foglio Dossier — venti in tutto, cento casi l'uno — fissa le regole della partita: quanti sospettati in tavola, quanti colpevoli da trovare, quanti stanno mentendo. Il singolo caso, su una riga, ti dice solo una cosa: a quale sospettato dare quale carta affermazione. Tutto qui. Le carte sono l'alfabeto, il Dossier è l'indice delle parole.
Quello che fa a te, mentre giochi, è una sensazione strana: peschi da un pozzo che sembra infinito sapendo benissimo che il pozzo sta in una scatola da diciotto centimetri. E c'è il rovescio della medaglia, che i recensori segnalano onestamente: basta sbagliare un abbinamento in fase di preparazione e l'intero caso smette di funzionare, diventa irrisolvibile senza che tu capisca perché.
Il colpevole non è scritto da nessuna parte sulle carte. Emerge dalla combinazione: chi dice cosa, incrociato con quante bugie e quante verità ammette quel livello. Cambia un solo abbinamento e hai un enigma completamente diverso, con un'altra soluzione. È così che cinquantasette carte ne contengono duemila.
Ai livelli alti — sette sospettati, dichiarazioni condizionali, persino l'incertezza su quanti stiano dicendo la verità — la deduzione pulita lascia il posto al tentativo per esclusione. Più di un recensore ammette che a un certo punto si mette a tirare a indovinare in modo sistematico. È meno elegante. Ma è anche il momento in cui il gioco mostra cos'è davvero.
Lo chiamano gioco di detective, ma non c'è niente da investigare. Niente movente, niente arma, niente testimoni, niente storia. C'è una sola domanda: le dichiarazioni sono coerenti tra loro, sì o no? È un controllo di logica con la faccia di un giallo.
Lo tradiscono i recensori stessi. Quando provano a descriverlo, nessuno dice "sembra un romanzo poliziesco". Dicono che sembra il sudoku. Dicono che sembra più un problema di matematica che un mistero. E in effetti il colpevole non lo scopri: lo verifichi.
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Il verificatore umano
A Carnivore Did It non ti chiede di immaginare un delitto: ti chiede di fare da processore. Sei tu a controllare, riga per riga, se la macchina che ha generato il caso ha prodotto qualcosa di coerente. È un piacere molto della nostra epoca — non creare il contenuto, ma validarlo. Turing Machine, il cugino più celebre, ha reso quel verificatore fisico: le sue schede garantiscono meccanicamente che una soluzione esista. Qui invece i duemila casi sono pre-cotti e archiviati. Ed è proprio per questo che qualcuno è uscito sbagliato dalla fabbrica. Daumilas Ardickas — argento IOI 2005, bronzo IOI 2006. Segnalazione caso 17-07: BoardGameGeek, nov. 2025.
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La prova più bella che la maschera è sottile è arrivata dai giocatori. A novembre, su BoardGameGeek, qualcuno ha segnalato che il caso 17-07 non tornava: con quei vincoli, la dichiarazione della Pantera risultava sempre vera, e il caso non aveva una soluzione unica. Horrible Guild ha pubblicato una lista di livelli da sostituire. Il caso 17-07 è il primo dell'elenco.
La lista ufficiale dei livelli corretti della prima stampa è scaricabile qui. Occhio: la prima parte mostra gli abbinamenti corretti, ma è solo nella seconda parte del documento che si vedono i risultati (le soluzioni). Se hai una copia della prima edizione, controlla prima di giocare i livelli alti.
In un vero giallo non puoi avere un delitto rotto: la verità è nascosta bene o male, ma c'è. Qui no. Quando la macchina ha sbagliato, sotto la maschera non è rimasto un mistero senza soluzione. È rimasto un bug. E la cosa che dice di noi è che ci siamo divertiti lo stesso — anzi, ci siamo divertiti a correggerlo.
Le storie dietro i giochi che vale la pena cercare.
A Carnivore Did It! è in import su Frogames, in edizione inglese.



https://frogames.it
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